
Dopo la diffusione della notizia che ipotizza un giro di corruzione legato al rilascio dei permessi di soggiorno in provincia di Agrigento, immediate sono le reazioni, soprattutto politiche, che tengono banco. Il primo ad intervenire è il sindaco di Camastra, Dario Gaglio che con un post sui social afferma: “In merito alle notizie apparse nelle ultime ore su alcuni organi di informazione, desidero intervenire personalmente per fare chiarezza e tutelare la mia persona, la mia famiglia e l’Amministrazione che rappresento. Smentisco in modo categorico quanto riportato: non mi trovo agli arresti domiciliari, né mi è stato notificato alcun provvedimento restrittivo della libertà personale. Sono totalmente estraneo ai fatti che vengono descritti e respingo con fermezza ogni accusa. Ho sempre svolto il mio ruolo istituzionale con senso di responsabilità, trasparenza e nel pieno rispetto della legge. Confido nell’operato della magistratura e resto a completa disposizione delle autorità competenti affinché ogni aspetto venga chiarito nel più breve tempo possibile. Sono certo che l’accertamento della verità dimostrerà la mia assoluta correttezza. Continuerò a svolgere il mio mandato con il massimo impegno e senso delle istituzioni, nell’interesse esclusivo della comunità che ho l’onore di rappresentare”.
La vicenda oramai è nota: La Procura della Repubblica guidata da Giovanni Di Leo ha chiesto, lo scorso giugno, misure cautelari per 14 su 22 indagati tutti ritenuti a vario titolo al centro di una inchiesta, condotta dalla Squadra mobile di Agrigento, che evidenziava corruzioni nel contesto di un illecito rilascio di permessi di soggiorno: i domiciliari per Dario Gaglio, sindaco di Camastra, e per i vigili urbani Giovanni Cilia (ispettore della polizia locale di Naro), Salvatore Scalisi (ispettore della polizia locale di Naro), Maria Concetta Tallarita (ispettore della polizia locale di Porto Empedocle), Enzo Universo (agente della polizia locale di Naro), Rosaria Valenti (funzionario dell’ufficio anagrafe di Comitini) e Giuseppe Zambito (dipendente del comune di Siculiana), Roberto Di Liberto (marito della vice sindaca di Comitini), Gaspare Gallo. I pm, altresì, avevano chiesto la custodia in carcere per Giuseppe Giglione e Annabel De Olivera (titolari di un’agenza disbrigo pratiche), Maria Rita Grassagliata (collaboratrice dell’agenzia) e Giuseppe Moscato, anche lui gestore di un’agenzia. Tra le altre misure cautelari richieste vi sono anche l’obbligo di dimora per l’avvocato Nicola Mucci, Epifania Cimino (ex funzionaria dell’ufficio anagrafe di Camastra in pensione) e Giuseppe Bartolotta.
Il Gip del Tribunale di Agrigento, Alberto Lippini ha rigettato tutte le misure chieste dalla Procura di Agrigento che, però, ha impugnato tale decisione.
Il Gip ha valutato insufficienti o privi di attualità i gravi indizi di colpevolezza e la parola fine verrà messa dall Tribunale della Libertà nel marzo prossimo. Gaglio è accusato, insieme ad uno dei promotori dell’attività ritenuta illecita (Giuseppe Giglione) “in più occasioni e in esecuzione di un medesimo disegno criminoso, Giuseppe Giglione in qualità di titolare dell’Agenzia d’affari di Giglione Giuseppe, esercente l’attività di consulenza e assistenza in favore di cittadini brasiliani richiedenti la cittadinanza italiana iure sanguinis, dava a Dario Gaglio, pubblico ufficiale in quanto sindaco del Comune di Camastra, utilità economiche (consistite in un soggiorno di 2 notti presso l’Hotel Bcst Western Santa Caterina di Acireale, dove effettivamente Gaglio Dario si recava nel febbraio 2023, nonché l’affidamento al fratello Melchiorre del servizio di trasporto dei cittadini brasiliani dagli aeroporti di Palermo o di Catania fino agli alloggi siti in Camastra o Naro, in relazione al quale quest’ultimo riceveva una tariffa variabile tra i 150 e i 160 euro a viaggio) e ciò affinchè il predetto Gaglio Dario compisse atti contrari ai suoi doveri di ufficio, segnatamente affinchè provvedesse alla ricerca degli alloggi da affittare ai cittadini brasiliani richiedenti la cittadinanza, individuando immobili e locatori, e, comunque, affinchè sì mettesse costantemente a disposizione del Giglione al fine di agevolare una rapida definizione delle pratiche presentate presso quel Comune”. Accusa, lo ribadiamo, che è stata rigettata dal Gip.
Anche a Comitini la vicenda tiene banco e accende il dibattito politico, Infatti, i consiglieri comunali di opposizione, Gaia Baldi, Clelia Garlisi e Aleandro Lorenzano scrivono al sindaco di Comitini e affermano: “Alla luce delle recenti notizie emerse e del dibattito pubblico che ne è derivato, ritengono necessario avviare una riflessione seria e responsabile sul momento che la nostra comunità sta attraversando. In un contesto piccolo e coeso come quello di Comitini, ogni vicenda che coinvolga persone legate, a vario titolo, alla vita pubblica e amministrativa produce inevitabilmente ripercussioni sul clima di fiducia, sulla serenità dei cittadini e sulla credibilità delle istituzioni locali. Proprio per questo, pur nel pieno rispetto del lavoro della Magistratura e del principio di presunzione di innocenza — e certi che ciascuno saprà chiarire la propria posizione nelle sedi opportune — riteniamo doveroso promuovere un momento di responsabilità politica e istituzionale condivisa. Alla luce di quanto stiamo leggendo e apprendendo, e in attesa che la situazione trovi il necessario chiarimento, crediamo sia indispensabile offrire alla cittadinanza un segnale tangibile di attenzione, trasparenza e rinnovato impegno amministrativo, capace di rafforzare il rapporto di fiducia tra istituzioni e comunità. Per queste ragioni, Le chiediamo di avviare una fase di confronto e di rinnovamento dell’azione amministrativa che consenta di ristabilire un clima di serenità e di piena autorevolezza istituzionale. In tale prospettiva, riteniamo che un primo segnale concreto e significativo debba essere rappresentato dall’azzeramento della Giunta comunale, quale atto di responsabilità politica e occasione per imprimere un necessario cambio di passo nell’interesse esclusivo della comunità di Comitini. Un atto di questa portata contribuirebbe a riaffermare il valore delle istituzioni che siamo chiamati a rappresentare, a tutelare l’immagine del Comune e a dimostrare una volontà chiara di affrontare con serietà e senso civico il momento che stiamo vivendo. Confidando in una riflessione attenta e tempestiva, restiamo in attesa di un Suo cortese riscontro e ribadiamo la nostra disponibilità a collaborare, ciascuno nel proprio ruolo, per il bene della cittadinanza”.
La vicenda che riguarda il Comune di Comitini viene così descritta dai pubblici ministeri nel loro atto di appello: “Perché, Giglione in qualità di titolare dell’Agenzia d’affari di Giglione Giuseppe, esercente l’attività di consulenza e assistenza in favore dì cittadini brasiliani richiedenti la cittadinanza italiana iure sanguinis, Grassagliata quale collaboratrice di fatto di quest’ultimo, in concorso tra loro e anche in tempi diversi, davano a Delisi Teresa, vice sindaco del Comune di Comitini e, dunque, pubblico ufficiale, e in talune occasioni al marito di quest’ultima, Di Liberto Roberto, somme di denaro pari a qualche centinaio di euro, nonchè altre utilità, consistite nel veicolare i cittadini brasiliani su un immobile sito in Comitini, di proprietà della madre della stessa Delisi Teresa, e ciò affinchè quest’ultima compisse alti contrari ai suoi doveri di ufficio, consistiti nel trattare in via prioritaria le pratiche di riconoscimento della cittadinanza italiana in favore dei cittadini brasiliani assistiti dal Giglione, nonché nel far omettere i dovuti controlli sulla completezza e correttezza delle stesse e del loro corredo documentale, in tal modo intervenendo affinché venissero esitate positivamente istanze che dovevano essere rigettate”.
Accusa, lo ribadiamo, anche questa rigettata dal Gip.
TUTTI GLI INDAGATI
Giuseppe Bartolotta, 76 anni, di Camastra; Fiorangela Butticè, 55 anni, di Raffadali; Devercino Costa Dos Santos, 48 anni, brasiliano; Epifania Cimino, 69 anni, di Camastra; Giovanni Cilia, 68 anni, di Naro; Teresa Delisi, 48 anni, di Aragona; Annabel De Oliveira, 44 anni, residente a Raffadali; Roberto Di Liberto, 53 anni, di Comitini; Gioacchino Di Marco Zingarello, 65 anni, di Agrigento; Angela Duarte Borges, 67 anni, brasiliana; Dario Gaglio, 38 anni, di Camastra; Giuseppe Giglione, 55 anni, di Raffadali; Gaspare Gallo, 54 anni, di Naro; Giuseppe Moscato, 47 anni, di Raffadali; Nicola Mucci, 47 anni, di Agrigento; Salvatore Scalisi, 55 anni, di Naro; Maria Concetta Tallarita, 56 anni, di Porto Empedocle; Salvatore Tirone, 65 anni, di Grotte; Enzo Universo, 68 anni, di Naro; Rosaria Valenti, 69 anni, di Comitini; Giuseppe Zambito, 63 anni, di Raffadali.
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