Notte di fuoco tra Siculiana, Realmonte e Agrigento: devastata Torre Salsa, fiamme fino alle case


 

Il rogo partito da monte Mele ha attraversato tre territori. Il sindaco Zambito: "Grave danno al nostro patrimonio naturalistico"

Una notte di fuoco tra Siculiana, Realmonte e Agrigento, dove un vasto incendio ha attraversato tre territori, devastando la riserva naturale di Torre Salsa e arrivando a ridosso del centro abitato di Siculiana, dove alcune abitazioni sono state minacciate dalle fiamme .

Secondo una prima ricostruzione, il rogo sarebbe partito da monte Mele per poi propagarsi rapidamente fino all'area dell'ingresso Pantano della riserva, estendendosi anche alle campagne di Realmonte e Agrigento .

Le operazioni di spegnimento sono proseguite per tutta la notte con l'intervento delle squadre antincendio del Corpo forestale e dei vigili del fuoco, impegnati a contenere il fronte ed evitare che raggiungesse le abitazioni .

La riserva rappresenta una ricchezza di biodiversità che episodi di questo tipo rischiano di mettere in grave crisi, con un grave danno al nostro patrimonio naturalistico, afferma il sindaco di Siculiana Peppe Zambito, mentre sono ancora in corso le verifiche per quantificare i danni ambientali .

Il primo cittadino ha anche ringraziato il personale impegnato nelle operazioni: "Grazie alle squadre antincendio della Forestale e ai vigili del fuoco che sono intervenuti in quella che è stata una giornata apocalittica per l'Agrigentino, con i mezzi a disposizione" .

L'emergenza è stata aggravata dall'assenza della squadra comunale di Protezione civile di Siculiana, impegnata contemporaneamente a Santo Stefano Quisquina per l'altro vasto incendio che ha colpito l'entroterra agrigentino .

La riserva naturale di Torre Salsa, gestita dal WWF, rappresenta uno degli ecosistemi più preziosi della provincia agrigentina, caratterizzata da una straordinaria biodiversità che rischia ora di essere compromessa in modo irreversibile .

Le fiamme, alimentate dal forte vento, hanno reso estremamente complesse le operazioni di spegnimento, con i mezzi a disposizione delle squadre antincendio messi a dura prova da un fronte che si estendeva su tre comuni .

La notte di fuoco si inserisce in un quadro di emergenza più ampio che ha coinvolto l'intera provincia di Agrigento. A Santo Stefano Quisquina, oltre cento persone erano state evacuate in via precauzionale a causa di un altro vasto incendio che ha interessato l'area dei Monti Sicani .

La situazione nell'entroterra rimane critica, con cinque fronti ancora attivi tra San Calogero, Serra Quisquina, Stagnataro, Gargiuffe e Pioppo . I sindaci di Bivona e Santo Stefano Quisquina hanno annunciato la richiesta dello stato di calamità, dopo che il rogo ha distrutto circa 750 ettari tra boschi e coltivazioni, con gravi danni anche per il comparto agricolo e zootecnico .

La mancanza della squadra di Protezione civile di Siculiana, impegnata proprio in queste operazioni di soccorso nell'entroterra, ha reso ancora più difficile la gestione dell'emergenza sulla costa .







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