La Procura della Repubblica di Agrigento ha chiesto il rinvio a giudizio nei confronti di alcuni rappresentanti del gruppo imprenditoriale Catanzaro per presunte irregolarità nella gestione della discarica di contrada Matarana, a Siculiana. Le indagini avrebbero accertato una serie di condotte riconducibili a violazioni in materia ambientale e amministrativa, tra cui l’ottenimento e l’utilizzo di autorizzazioni ritenute illegittime, la gestione di impianti in assenza dei necessari titoli e presunti superamenti dei limiti previsti per lo smaltimento dei rifiuti.
Gli indagati sono gli imprenditori Fabio, Lorenzo e Giuseppe Catanzaro, amministratori e rappresentanti legali delle società Gruppo Catanzaro S.r.l. e Catanzaro Costruzioni S.r.l., che avrebbero operato in concorso tra loro nella gestione delle discariche di contrada Matarana e di altri impianti. Le contestazioni si riferiscono a un arco temporale che, secondo la Procura, va dal 1997 fino agli anni più recenti. L’atto elenca diverse ipotesi di reato, tra cui la gestione illecita di rifiuti, violazioni delle norme ambientali e falsità ideologica, oltre a presunti illeciti amministrativi legati al rilascio e al rinnovo delle autorizzazioni uniche ambientali e delle autorizzazioni integrate ambientali.
La Procura ha inoltre indicato come fonti di prova documenti provenienti da enti regionali e provinciali, tra cui l’Assessorato regionale all’Energia e ai Servizi di pubblica utilità, l’Arpa Sicilia, il Libero Consorzio comunale di Agrigento e il Comune di Montallegro, tutte parti offese. L’udienza preliminare è stata fissata per il 30 marzo 2026 davanti al Gup il Tribunale di Agrigento. In quella sede il giudice dovrà decidere se accogliere la richiesta della Procura e disporre il rinvio a giudizio degli indagati o per il “non luogo a procedere”.
Il Comune di Montallegro, rappresentato dall’avvocato Teodoro Caldarone, ha formalmente depositato l’atto di costituzione di parte civile. Secondo quanto riportato nell’atto, il Comune si ritiene parte lesa per i danni patrimoniali e non patrimoniali derivanti dalle condotte contestate agli imputati, che comprendono violazioni del decreto legislativo 152/2006 in materia di gestione dei rifiuti, scarichi non autorizzati, inquinamento del suolo e delle acque sotterranee, nonché deterioramento delle matrici ambientali.
L’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Giovanni Cirillo, sottolinea come da oltre vent’anni la presenza della discarica abbia inciso negativamente sulla qualità della vita dei cittadini e sull’immagine del territorio, storicamente a vocazione turistica. Nel documento si evidenzia che il Comune, già in passato, aveva espresso contrarietà alla realizzazione della cosiddetta “Vasca V4” e aveva segnalato alle autorità competenti i rischi ambientali e sanitari connessi all’ampliamento del sito. Tra gli elementi che hanno spinto l’Ente a costituirsi parte civile vi è anche l’esposto presentato alla Procura della Repubblica di Agrigento per verificare la regolarità del procedimento amministrativo relativo al rilascio del Paur per un nuovo impianto di trattamento rifiuti adiacente alla discarica, in presunta violazione della normativa regionale che impone una distanza minima di tre chilometri dai centri abitati. Alla luce di tali considerazioni, l’avvocato Caldarone, in rappresentanza del Comune, chiederà il risarcimento di tutti i danni materiali, morali e d’immagine.

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